Social media marketing


I social sono diventati una vetrina mondiale per le aziende, rispecchiano una nuova comunicazione moderna e diretta, grazie ad una veste grafica pensata, coordinata, e ad una programmazione contenutistica accurata e sempre aggiornata. Il loro potere commerciale e di pubblicità è molto sfruttato da aziende di tutto il mondo, proprio per la capillarità della diffusione di Social, quali Facebook e Instagram, e l’incredibile visibilità che danno in una sempre più vasta fetta di pubblico.

Prossimamente si potrà guadagnare grazie ai gruppi di Facebook

Con i gruppi di Facebook, Mark Zuckerberg vuole premiare i creatori di community e contenuti che, secondo lui, le persone amano.

Partiamo da un doveroso aggiornamento: settimana scorsa vi abbiamo presentato le novità che a stretto giro Instagram avrebbe introdotto sulla sua piattaforma e, da questi giorni, sono ufficialmente arrivate.  Aggiornando l’app, infatti, troverete in alto a sinistra due icone colorate: una è un semplice aggiornamento grafico dei messaggi privati, l’altra è invece IGTV, una sezione in cui potrete caricare e vedere video pubblicati per la community di Instagram, con lunghezza superiore anche al minuto.

Questa, ovviamente, è solo una delle tante sorprese che ci presenterà Zuckerberg nel breve e lungo periodo. Una riguarderà i Gruppi,  lo strumento su cui Facebook sta puntando parecchio dopo l’aggiornamento dell’algoritmo che ha penalizzato alla grande le pagine aziendali che non investono denaro nell’advertising (o investono poco).

Come potete intravedere nell’immagine sopra, gli amministratori dei gruppi Facebook potranno offrire ai propri iscritti un abbonamento a pagamento - da 4,99 a 29,99 dollari mensili – per accedere a delle sottosezioni in cui saranno resi possibili contenuti esclusivi, come ad esempio tutorial o supporto diretto da parte degli gestori del gruppo.

Non si tratta tanto di fare soldi quanto di investire sulla propria community”: sono queste le parole di Alex Deve, product manager di Facebook Groups, le quali fanno intendere come i possibili proventi si potranno reinvestire per creare contenuti sempre migliori e di qualità nettamente superiore.

Ad ora, questa novità, è in fase di test nella versione mobile di alcune categoria di gruppi - cucina, organizzazione della casa o della famiglia – e non porterà introiti nelle tasche di Facebook, per ora. Prossimamente però ne sapremo di più, restate connessi per le prossime novità al riguardo!

Stop ai 60 secondi: su Instagram aumenta la durata dei video!

I recenti rumor sono stati confermati: presto su Instagram si potranno caricare video di lunga durata.

Come vi abbiamo spesso raccontato in questo blog, Instagram è il social network del momento e contiunerà ad esserlo per un bel po' di tempo. A testimoniarlo, ci sono anche i numeri: dalla scorso dicembre (700 milioni di utenti), ogni quattro mesi, ha guadagnato 100 milioni di utenti e, se il trend continua così, a breve raggiungerà l'incredibile traguardo di 1 miliardo di utenti!

Il merito è di tutto il team di Zuckerberg che, da quando lo ha acquistato per quasi 1 miliardo di dollari (du spicci...), ha introdotto frequentemente aggiornamenti interattivi e al passo con le esigenze dei tanto amati millenials, offrendogli così sempre più motivi per utilizzare l'app con l'obiettivo fotografico sopra. Video, dirette, storie, stickers sono solo alcuni delle novità degli ultimi anni e a cui, nei prossimi mesi, se ne aggiungeranno molte altre.

La prima - fissata per il 20 giugno - è una novità molto importante che renderà Instagram sempre più appetibile per grandi e piccole imprese e, ovviamente, per i semplici utenti: si potranno condividere videoclip dalla durata superiore ai 60 secondi. Ebbene sì, basta tagli, basta ansie nella creazione di video per l'advertising di Instagram: ora si potrà intrattenere i propri seguaci (attuali e potenziali) con video di lunga durata, come già fa Facebook e come fa da tempo l'acerrimo nemico di Zuck, YouTube! 

 

via GIPHY

Instagram ha alcune notizie da condividere”: così è stato annunciato l'evento del 20 giugno durante il quale verrà, quasi al 100%, confermata questa novità con tutti i dettagli del caso. Per ora, i rumors, hanno detto ciò:

  • video su Instagram superiori ai 60 secondi e di qualità 4k;
  • ci sarà una sezione apposita per i video, compresa quella "video popolari": resta da capire se sarà interna o esterna all'app;
  • ci sarà lo "swipe up" per collegare i video ad un altro social, sito web o e-commerce;
  • si potrà monetizzare ancora di più: oltre al classico advertising, sarà (presumibilmente) possibile per gli advertiser inserire brevi spot all'inizio o nel mezzo del video, così come succede per esempio su YouTube.

Questa novità è relativa solo ai video del news feed, non a quelli delle storie che, rimarranno, di quindici secondi massimo. Quelli di lunga durata, invece, offriranno più stimoli e maggior libertà agli utenti e, soprattutto, all’aziende che, quindi, avranno più di un motivo per utilizzare Instagram per le proprie sponsorizzate.

Preparatevi a vedere i vostri social network preferiti sempre più tempestati di video!

 

Facebook: la grande fuga degli adolescenti

Secondo una recente indagine, poco più del 50% degli adolescenti utilizza Facebook.
 

Sono finiti i tempi in cui il social network  di Mark Zuckerberg era il regno degli adolescenti. Con il passare degli anni, la percentuale di trentenni (o più) ha preso il sopravvento, frutto di un trend che ha visto trasformare Facebook nel social prediletto per parlare e discutere di politica, società, gattini e altri contenuti che ai più giovani non interessa o non desidera affrontare sui social.

Un calo così drastico, tuttavia, difficilmente se lo aspettavano nella sede di Menlo Park, California: a rivelarlo è stato il sondaggio “Teen, social media e Technology 2018”, condotto dalla Pew Research Center, una think tank statunitense con sede a Washington che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica, andamenti demografici sugli Stati Uniti ed il mondo in generale.

Quest’indagine, infatti, ha evidenziato come solo il 51% degli adolescenti (13-17 anni) statunitensi utilizza Facebook, contro il  71% del biennio 2014-15, con un calo, quindi, di ben venti punti percentuali.

 

Cosa preferiscono, quindi, i teenager? YouTube, Instagram e Snapachat, ossia social network più semplici e diretti e non caratterizzati dalla recente polemica sulla privacy scaturita dopo il caso Cambridge Analytic.  Twitter (ma dai?) e Tumblr, invece, vengono utilizzati sempre di meno.

Come si comporterà Facebook? Troverà un modo per rendere, nuovamente, appetibile la sua piattaforma per gli uneder 18? Staremo a vedere. Restate connessi sui nostri social network e sui blog per non perdervi le prossime news al riguardo.

Come (non) fare advertising su Facebook

Qualche consiglio utile per chi vuole iniziare a donare qualche soldo a Mark Zuckerberg.

Ve l’abbiamo già detto e continueremo a farlo: Facebook per le aziende non è gratis, anzi, diventerà sempre più costoso se si vorrà avere “successo” sulla sua piattaforma!

La portata di ogni pagina aziendale è calata drasticamente negli ultimi mesi, a causa di alcuni cambiamenti che Mark ha voluto apportare al suo fantomatico algoritmo per premiare, maggiormente, i contenuti di parenti e amici. Quindi, cosa bisogna fare per riuscire a far vedere i propri post ad almeno le stesse persone di qualche tempo fa? Advertising, ma non a caso.

Di seguito vi daremo qualche semplice linea guida:

  • Non usare la modalità “Metti in evidenza il post”: sì, quel bellissimo bottone blu sotto ogni post della tua pagina, tanto invitante. Non schiacciarlo mai, ma proprio mai! Utilizza solo “Gestione inserzioni”, così da avere a disposizione gli strumenti migliori per fare advertising su Facebook;
  • Avere una strategia: non partire senza sapere cosa vuoi ottenere e quanto budget vuoi investire nelle campagne di advertising.  Decidi bene quali sono i tuoi obiettivi e, solo dopo, scegli che tipologia di inserzioni realizzare;
  • Target preciso: dato per scontato che tu sappia quale sia il tuo target, non crearlo troppo ampio. Raccogli più informazioni possibili sulla tua clientela (attuale e potenziale) e cerca di non avere un pubblico di decine di milioni di utenti, a meno che tu non abbia migliaia di euro da investire per singole inserzioni;
  • Contenuti accattivanti e ben impostati: se pubblichi un’immagine sceglila di qualità ottima e che riesca ad attirare l’attenzione fin da subito, altrimenti rischia di perdersi nel news feed. Se, invece, pubblichi un link ad un sito web, controlla bene il titolo e sottotitolo del tuo link: se il debugger di Facebook non li sistema, contatta il tuo webmaster;
  • Copy: scrivi qualcosa che possa incuriosire l’utente. Vietati categoricamente i caps lock perenni e post chilometrici, magari zeppi di errori;
  • Analizza i risultati: terminata la campagna, analizza i vari risultati ottenuti e capisci cosa è andato bene e male, così da poter far sempre inserzioni migliori.

Prova a mettere in pratica questi consigli e facci sapere come è andata. Se poi, invece, preferisci non rischiare e affidarti ad un'agenzia per la gestione dei social network e delle campagne di advertising, contattaci!

Come fare emergere la tua azienda su Instagram?

Non pubblicare foto sgranate e rubate da internet, segui i nostri consigli per far emergere la tua azienda su Instagram.

Come al solito, è molto difficile riuscire a riassumere in un blog post tutto ciò che bisognerebbe fare – e assolutamente non fare – su un social network per farlo funzionare al meglio, ma in un epoca in cui tutti hanno una sfrenata passione per Instagram, fornire qualche semplice linea guida male non fa.

Partiamo dal presupposto che tu, titolare d’azienda o addetto a questo arduo compito, abbia fatto tutte le considerazioni di rito riguardo la realistica fattibilità di far sbarcare il tuo marchio su Instagram. Non l’hai fatto? Ecco allora tre semplici domande da porti prima di trovare un username fresh e un’immagine di profilo sgranata:

  1. Il mio target utilizza veramente Instagram?
  2. Quale obiettivo voglio raggiungere su Instagram?
  3. Ho materiale fotografico/video da pubblicare costantemente?

Rifletti su queste domande, rispondi nel pieno della tua sincerità e lucidità mentale e trai le giuste conclusioni. Hai scelto di aprirlo? Ottimo, ecco allora qualche piccolo consiglio per far sì che non si riveli tutto un buco nell’acqua.

 

Per prima cosa inserisci TUTTE le informazioni: nome, email, numero di telefono, e indirizzo della tua azienda, cosicché chiunque possa contattarla facilmente con un semplice click.

Scegli poi un’immagine di profilo non sgranata, preferibilmente del tuo logo, così da rendere il tutto facilmente identificabile. Aggiungi poi una breve descrizione della tua azienda (magari con uno o due # sulle parole del tuo settore) e i primi, fondamentali, step sono finiti. Ora inizia il bello!

 

via GIPHY

Una cosa importante, per dare un tono un po’ professionale alla tua azienda, sarebbe non pubblicare foto a caso, scollegata una dall’altra e senza alcuna descrizione e rimando ad un sito o contatto (il famoso “link in bio”). Se possibile, decidi un ‘impronta grafica per le tue foto: una cornice (si ma non quelle da buongiornissimo kaffè) o un semplice logo posizionato al loro interno, per far sì che nell’infinito databese di Instagram la tua azienda risalti un po’.

Accompagna sempre i contenuti da una breve descrizione – non noiosa, ricordati che la maggior parte di utenti hanno tra i 18 e i 35 anni – e scegli una serie di hashtag che possano far sì che la tua azienda cresca, gratuitamente. Però non sceglierli senza pensarci: cerca hashtag già esistenti e collegati al tuo settore e utilizzali, mettici qualche acchiappa like/fan (non più di 3/4, altrimenti ti prenderanno per un iger adoloscente) e un paio collegati direttamente al nome della tua azienda e, se necessario, alla tua città. 

Pubblica foto costantemente, ma non tutte insieme e rubate da internet: dai tempo ad ogni post di effettuare il proprio "ciclo vitale" (solitamente di poche ore).

Ricordandoti, infine, che ormai sui social di Zuckerberg se non investi in advertising difficilmente cresci, con questi brevi consigli potrai sicuramente fare bella figura con i tuoi colleghi e stakeholder per come hai iniziato a gestire autonomamente la tua azienda su Instagram. Se poi invece decidi che non hai assolutamente voglia di perderci altro tempo ma vedi che piano piano stai ottenendo qualche piccolo risultato, contattaci e penseremo noi a tutto il resto :) 

 

Social Media Analysis: come iniziarla?

Qualche semplice linea guida per imparare fin da subito a fare una Social Media Analysis aziendale.

Ormai ve l’abbiamo detto diverse volte: al giorno d’oggi i social network sono una prerogativa per (quasi) tutte le aziende che vogliono aumentare la propria portata o lanciare un nuovo prodotto o servizio. Ovviamente, non è necessario che siano presenti su tutti i social network possibili e immaginabili dato che ognuna, in base al proprio settore o target, ha quello più consono all’obbiettivo che si vuole raggiungere. Ancora più ovvio (si spera) è il fatto che una volta aperti e fatti partire, i social network aziendali vadano tenuti d’occhio e studiati per capirne l’andamento, cosa si è fatto bene e cosa si può cambiare, ossia fare la cosiddetta Social Media Analysis, aspetto fondamentale per una corretta gestione.

I primi passi per farla sono molto semplici e alla portata di tutti:

  1. Guardare attentamente la copertura e le interazioni dei singoli post pubblicati. Da non confondere, mi raccomando, copertura con visualizzazioni: la prima intende il numero di persone che hanno visto il post, la seconda il numero totale delle volte che un post viene visto. Le interazioni, invece, sono i vari like, commenti, share e click che un post riceve, cioè quello che al capo piace sicuramente di più;
  2. Analizzare e rapportare questi dati per ottenere il tasso di interazione dei singoli post e quello medio della pagina stessa: se è superiore all’1% state probabilmente facendo un buon lavoro;
  3. Capire qual è la tipologia migliore di post e valorizzarla. Quella invece che ottiene meno risultati, modificarla (o eliminarla) e ottimizzarla (o dimenticarla proprio) per permettergli di raggiungere maggiori risultati;
  4. Non solo post. Bisogna tenere assolutamente d’occhio il numero dei fan della pagina (se stanno diminuendo, c’è qualcosa che non va nella vostra strategia) e i vari “bottoni” presenti: click al sito web, invia una e-mail, richiesta indicazioni stradali etc;
  5. Osservare, osservare e osservare: un bravo addetto alla Social Media Analysis deve tenere d’occhio la concorrenza (o aziende che trattano argomenti simili) così da prendere spunto per realizzare contenuti sempre aggiornati e più accattivanti.

Se poi vorrete sbatterci meno la testa, ci sono anche degli strumenti a pagamento come Simply Measured, Talkwalker e tanti altri ancora, ma dipende dal budget che avete a disposizione.

Altrimenti, potete semplicemente affidarvi a noi e stare senza pensieri. Contattateci cliccando QUI e preparatevi a viaggiare nel nostro spazio di idee 🚀